CHI SONO
Contrabbassista, bassista, compositore e arrangiatore
Sono contrabbassista, bassista, compositore, band-leader e docente. Il mio percorso musicale è iniziato con la chitarra classica, e a 12 anni ho scoperto il basso elettrico. Suonare il basso mi ha portato a esplorare numerosi generi musicali — jazz, rock, pop, fusion, funk, reggae e world music — che ancora oggi plasmano la mia identità artistica.


Formazione
Nel 2005 ho iniziato a studiare presso Il Pentagramma a Bari, riconosciuta dalla rivista JAZZIT come una delle istituzioni musicali più prestigiose d'Italia. Oggi vi collaboro come assistente docente. Questa esperienza ha avviato un percorso formativo intenso tra Italia, Europa e Stati Uniti.
Influenze
Ispirato da leggende del jazz come Charlie Haden, Scott LaFaro, Percy Heath, Paul Chambers e Ray Brown, ho intrapreso lo studio del contrabbasso, che ha profondamente modellato la mia estetica musicale. La mia formazione è proseguita con Pierluigi Balducci, Giuseppe Lillo, Furio Di Castri, Paolo Benedettini e Tobijas Nijboer.
Percorso accademico
Il mio percorso accademico include studi presso il Conservatorio E.R. Duni di Matera, l’HKU Jazz & Pop Conservatorium di Utrecht, Siena Jazz University e il Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, dove attualmente approfondisco la Composizione Jazz sotto la guida di Vito Andrea Morra. Ho lavorato con Damien Cabaud, Luigi Giannatempo, Joe Sanders, Jeff Ballard, Cettina Donato, Ralph Alessi, Seamus Blake e Logan Richardson, sviluppando sia una solida padronanza tecnica che una visione artistica strutturata.
Masterclass
Ho arricchito la mia formazione attraverso masterclass con Barry Harris, Gilad Hekselman, John Clayton, Rodney Jones, Ben Wolfe, Jerry Bergonzi, Carl Allen, Jim Rotondi, Dena DeRose e Hans Mantel. Queste esperienze hanno permeato tutta la mia poetica di musicista e compositore, nella ricerca costante di un equilibrio tra tradizione jazz e innovazione contemporanea.
Attività didattica
Il mio impegno nell’insegnamento affianca costantemente l’attività artistica. Oltre alla collaborazione con Il Pentagramma, insegno contrabbasso e basso elettrico in regime di attività autonoma e in collaborazione con due realtà strutturate: la scuola Area 7 di Bari e l’Accademia Musicale Inclusiva Brillar. In questi contesti condivido con i miei studenti il metodo e la visione maturati negli anni di formazione in Italia e all’estero.
Leadership artistica
Come band-leader dirigo un quartetto con Riccardo Marchese, Attilio Sepe e Jacopo Fagioli, con cui mi esibisco regolarmente in concerti e festival in Puglia. Partecipo inoltre, in qualità di sideman, all’attività live del trio del sassofonista Antonio Simone, impegnato nella promozione del disco To Giants: tra le date recenti figurano il Teano Jazz Festival e l’Italian Jazz Club Festival di Ascoli Piceno.
Produzioni e collaborazioni
Sul fronte compositivo il mio lavoro più recente si estende in più direzioni. Ho rielaborato The Fool, composizione di Aaron Parks, per trio jazz e quartetto d’archi, con la consulenza diretta dello stesso Aaron Parks. In collaborazione con il pianista Emanuele Filippi e la batterista macedone Martina Barakoska ho prodotto nuovi lavori con un quartetto d’archi di Bari. Ho inoltre riscritto una composizione del pianista Danilo Tarso in collaborazione conManuel Montero. Per l’INMICS di Lione ho scritto e prodotto la colonna sonora del cortometraggio Myosis. Ho composto le musiche originali per il cortometraggio Hotel Roma, con l’omonimo brano in uscita. Ho infine registrato un nuovo album a New York — con Addison Frei al pianoforte e Diego Joaquin Ramirez alla batteria, presso il Bunker Studio di Brooklyn — di prossima pubblicazione per Alfamusic.
Ricerca
Sto completando la mia tesi di Diploma Accademico di II Livello in Composizione Jazz presso il Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari. La ricerca indaga la variazione come elemento di raccordo tra il repertorio jazz contemporaneo e la tradizione della musica classico-accademica del primo Novecento, con particolare attenzione ai linguaggi di Debussy, Ravel e Milhaud.

Il concetto alla base di questa composizione è il contrappunto e la stratificazione delle linee melodiche, in un dialogo continuo di imitazione e contrasto. Questo approccio rende omaggio alle sensibilità poetiche dei maestri classici del primo Novecento — Erik Satie e Maurice Ravel — la cui influenza si percepisce nella forma e nello sviluppo del brano. All’interno di questa struttura compositiva, creatività e improvvisazione fioriscono liberamente, permettendo sia al quartetto d’archi che a quello jazz di esplorare territori espressivi mantenendo una coerenza di fondo con la scrittura. “Ruhe” esemplifica l’integrazione tra tradizione classica e contemporaneità.